La pesca del Pesce Spada
nello Stretto di Messina

Il pesce spada (Xiphias gladius) è un pesce osseo marino, unica specie della famiglia Xiphiidae. Si tratta di una specie di grande importanza per la pesca commerciale.

È presente nelle zone tropicali, subtropicali e temperate di tutti gli oceani, nonché nel mar Mediterraneo, nel mar Nero, nel mare di Marmara e mar d’Azov. È un tipico pesce pelagico che in certe situazioni si può avvicinare alle coste. Popola in prevalenza acque superficiali ma può scendere fino a 800 metri; di solito non scende sotto il termoclino. Vive in acque tra 18 e 22 °C (i giovanili anche in acque più calde) e nelle zone fredde effettua migrazioni verso sud in autunno.

Il pesce spada ha corpo fusiforme, a sezione cilindrica, che si restringe nella parte posteriore. La sua caratteristica più nota ed evidente è il grande sviluppo della mascella superiore che forma la tipica “spada”, appiattita e tagliente e lunga circa 1/3 del corpo. Anche la mandibola è allungata e appuntita ma ha una lunghezza molto inferiore. Gli occhi sono grandi. Ci sono due pinne dorsali, la prima è alta e a base breve, subtriangolare (ma che è più lunga nei giovanili), la seconda piccola e impiantata posteriormente, appare quasi una pinnula. Anche le pinne anali sono due: la prima triangolare, non molto grande e la seconda opposta e identica alla seconda dorsale. La pinna caudale è ampia e falcata, portata su un peduncolo caudale piuttosto sottile e con una carena per parte. Le pinne pettorali sono lunghe e a forma di falce, le pinne ventrali invece sono del tutto assenti. Le scaglie e i denti sono assenti negli adulti. Il corpo è di colore da grigio piombo a brunastro sul dorso, argenteo con riflessi metallici sui fianchi e tendente al bianco sul ventre.

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Nuotatore velocissimo, effettua migrazioni anche su distanze oceaniche. Ha abitudini solitarie ma talvolta lo si ritrova in coppie. È presente un particolare meccanismo fisiologico che consente di riscaldare fino a 20 °C sopra la temperatura ambientale l’encefalo e gli occhi.

È molto difficile calcolare l’età degli individui perché gli otoliti sono minuscoli e le scaglie sono assenti negli individui adulti per cui si possono avere indizi sulla longevità solo attraverso le sezioni dei raggi delle pinne.

Si tratta di un predatore estremamente versatile e capace di sfruttare svariate risorse trofiche. Preda prevalentemente pesci (soprattutto sgombri, barracudina, naselli, pesci orologio, clupeidi, pesci lanterna), crostacei emolluschi cefalopodi. Caccia colpendo le prede con la spada.

La riproduzione avviene nella stagione calda. La femmina depone fino a 800.000 uova pelagiche di meno di 2 mm di grandezza e dotate di una goccia d’olio per favorire il galleggiamento. La larva che se ne schiude è lunga circa 4 mm ed è molto diversa dall’adulto. Il rostro compare quando raggiunge circa 1 cm di lunghezza. I giovanili hanno entrambe le mascelle allungate, sono presenti scaglie e denti, una sola, lunga pinna dorsale e una sola anale. L’accrescimento è molto veloce, le femmine si accrescono più velocemente dei maschi.

Pesca del Pesce Spada con la feluca

Nello stretto di Messina viene effettuato un caratteristico e antico tipo di pesca con l’arpione utilizzando particolari imbarcazioni denominate feluche dotate di un alto albero centrale munito alla sommità di una coffa per l’avvistamento del pesce e, a prua, di una lunga passerella in cima alla quale staziona l’arpioniere che così è in grado di trovarsi sulla verticale della preda prima che questa possa avvertire il rumore dei motori. Lla caratteristica feluca usata nello Stretto di Messina per arpionare i pescespada. Il pesce spada ha una grande importanza per la pesca commerciale, che viene effettuata in prevalenza con palamiti derivanti e reti da circuizione nonché come bycatch nella pesca al tonno. A livello globale le catture avvengono prevalentemente nel Pacifico nordoccidentale, nel Mediterraneo e nel Pacifico centro orientale. Le nazioni che catturano le maggiori quantità sono Giappone, Stati Uniti, Italia, Spagna, Canada, Corea del sud,Taiwan, Filippine e Messico. È anche catturato dai pescatori sportivi d’altura.

La feluca (dall’arabo ﻓﻠﻮﻛﻪ falu:ka; a sua volta dal greco epholkion “palischermo, scialuppa”) è un’imbarcazione a vela di ridotte dimensioni (normalmente può portare una decina di passeggeri più un paio di persone di equipaggio). Può avere una o due vele latine. L’albero è inclinato verso la prua.

Le feluche sono diffuse in molte regioni del Vicino Oriente e del Nordafrica; per le loro caratteristiche sono adatte soprattutto alla navigazione sotto costa o in acque interne, e in effetti se ne trovano soprattutto sul Mar Rosso) e sul Nilo. Oggi esse sono obsolete, e per gli usi commerciali sono state di norma sostituite da più moderne barche a motore, ma vengono tuttora utilizzate in alcune circostanze, per esempio ad uso turistico in località come Assuan o Luxor.

Questo tipo di imbarcazione ha trovato largo uso anche nella tradizione siciliana e calabrese. Una sua moderna variante, infatti, viene utilizzata ancora oggi per la pesca del pesce spada nello Stretto di Messina, sotto forma di un grosso peschereccio con un’alta torre per l’avvistamento del pesce ed una passerella per l’arpionaggio. Fino a qualche decennio fa venivano utilizzate ancora le feluche di modello tradizionale, simili a quelle arabe, che caddero in disuso con l’avvento delle grosse barche a motore.